La sostenibilità della filiera agroalimentare: il caso dell’olio EVO Zucchi

La sostenibilità della filiera agroalimentare (declinata nelle sue diverse componenti ambientali, economiche e sociali) assume una crescente importanza a livello sia nazionale che internazionale, e le imprese più attente alla qualità della loro produzione iniziano a considerarlo come parte strutturale della propria politica commerciale e di comunicazione.

Con il supporto e la consulenza di Ambiente Italia, l’oleificio Zucchi ha portato a certificazione il proprio olio extravergine d’oliva, in conformità con il protocollo “Olio EVO Sostenibile”.

Il protocollo, elaborato da CSQA, è articolato in oltre 150 requisiti verificabili, che coprono l’intera filiera dalla produzione agricola al confezionamento del prodotto, funzionalmente a criteri di carattere ambientale (produzione agricola integrata o biologica, analisi del ciclo di vita, impatto ambientale secondo gli indicatori PEF, biodiversità misurata sul campo),   Sociale (rispetto dei lavoratori e della comunità, lotta al caporalato, formazione), Economico (prezzo equo, generazione e distribuzione della ricchezza, redditività, efficienza), Nutrizionale (cioè con specifici parametri merceologici, nutrizionali e salutistici).

Una filiera sostenibile dell’olio extravergine di oliva italiano, dunque, e una certificazione che ne garantisce la qualità e la trasparenza, dalla produzione al consumo e oltre, per un olio extravergine di oliva buono, salutare, rispettoso dell’ambiente e del territorio e giusto nel riconoscimento economico del lavoro.

Come si legge in premessa al disciplinare, lo standard “OLIO EVOEXTRAVERGINE DI OLIVA (EVO) Sostenibile” è il risultato dello sviluppo di un processo con diversi stakeholder che ha coinvolto aziende e rappresentanti del mondo agricolo e del mondo dell’industria. L’esigenza di questo standard nasce dalla volontà di produrre olio EVO al meglio delle pratiche conosciute per garantire un prodotto sostenibile nell’accezione più ampia del termine.

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa Zucchi / CSQA / Ambiente Italia